La “Stagione” e i suoi usi e costumi'The London Season', cioè la Stagione mondana londinese, coincideva con il periodo dell'anno in cui si tenevano le sedute del Parlamento a Londra. Essa iniziava in ottobre, con la seduta d’apertura, e continuava fino a metà estate (fine giugno).
In questo periodo confluivano nella capitale tutti i rappresentanti dell'alta società britannica, visto che a tutti i Pari del Regno spettava di diritto un posto in Parlamento, ed erano mesi contraddistinti da innumerevoli impegni sociali, inclusi sontuosi balli e serate all’opera e a teatro. La Stagione era quindi una perfetta occasione d'incontro per i rampolli dell'aristocrazia con intenzioni matrimoniali.
Importante è considerare che, all’epoca, l’alta società comprendeva essenzialmente la nobiltà, ma non tutti al suo interno occupavano la medesima posizione. Infatti, al di sopra di tutti gli altri nobili vi era il rarefatto empireo del
“ton”, ossia il gruppo sociale più in vista, la mondanità più influente, che stabiliva inflessibilmente ogni tendenza della società londinese e inglese: se un artista era un genio, quale colore sarebbe andato di moda la prossima stagione, se un'opera teatrale avrebbe avuto o meno successo.
Poste queste fondamentali cognizioni di costume, passiamo a parlare di un argomento che è opportuno conoscere meglio: i
balli.
Il divertimento mondano per eccellenza: il balloUna delle forme di divertimento più diffuse nella Stagione mondana londinese era il ballo, pubblico o privato che fosse, che poteva essere
formale (ad esempio un ballo di corte o di debutto in società) o
informale (praticamente tutte le alte occasioni), che poteva o meno concludersi con un
souper, una cena.
In genere i balli cominciavano verso le nove e mezza-dieci, e seguitavano fino a mezzanotte-l’una se c’era una cena, oppure fino alle tre o alle quattro del mattino se non era prevista la cena finale.
Punto forte del ricevimento danzante, erano, ovviamente, le danze.
Le danze nel 1700 erano piuttosto elaborate, comprendevano passi intricati ed erano difficili da imparare.
La maggior parte dei balli erano
English Country Dances, che, come denuncia il nome, avevano la loro origine durante le feste di paese nella campagna inglese. In questi balli i danzatori si mettevano su due lunghe file, gli uni di fronte agli altri, e i movimenti comprendevano coreografie molto elaborate. Solitamente si ballavano due interi balli con lo stesso partner e questi potevano durare anche più di mezz'ora!
Oltre ai 'Country Dances', altri tipi di balli molto popolari erano il
Cotillon, la
Quadriglia e il
minuetto tutti di origine francese, che si basavano su aggraziate quanto complesse combinazioni di passi.
Il
Cotillon, che era originariamente anch'essa una danza di origine paesana, fu introdotto in Inghilterra verso il 1770 e anche se i francesi usavano ballarlo 'in quadrato', gli inglesi talvolta preferivano ballarlo anch'esso in lunghe file, per adattarlo meglio alle loro lunghe sale da ballo. La danza era eseguita da quattro coppie che si disponevano a quadrato, eseguendo nove figurazioni: queste nove figurazioni erano tutte diverse, alternate però da una figurazione che si ripeteva sempre uguale. L'esecuzione era alternata inoltre dalla presenza delle coppie danzanti: prima entravano in scena la prima e la terza coppia, poi la seconda e la quarta.
La dama aveva un ruolo da protagonista nel ballo-gioco: era sua facoltà cercare di attirare a sé il cavaliere desiderato e farsi invitare da lui al ballo vero e proprio, il quale celava un significato di corteggiamento.
E' interessante notare che all'inizio del ballo il cavaliere designato faceva dono alla dama di un mazzo dei suoi fiori preferiti, che essa si appuntava (con delle apposite spille portafiori in filigrana d'argento o d'oro) alla socllatura per tutta la durata del ballo: per questo motivo, ancor'oggi, si utilizza questo termine tipicamente parlando di "
musica, ricchi premi e cotillons”.La
Quadriglia fu introdotta nell'alta società inglese dalla patronesse di Almack’s (vedi sotto).
Questa danza si basava su cinque parti ( o figure) distinte ed era vivace e aggraziata. La musica che l'accompagnava era solitamente adattata da canzoni popolari o da musiche per il teatro. I danzatori si mettono generalmente in 2 file disposte l'una di fronte a l'altra o, altrimenti disposti in quadrato (da cui sembrerebbe derivare il nome del ballo, vedi il francese
quadriller), in gruppi da due a cinque danzatori.
La quadriglia si suddivide in 5 fasi dette figurazioni (originariamente erano 9 alternate da una sempre uguale, poi fu deciso di semplificare il ballo in 5 figurazioni) che il Maestro di Danza decide e “chiama” a gran voce durante la danza (non è il compositore che decide la sequela delle fasi, ma il Maestro di Danza, facendo divenire così ogni ballo un fatto a sé stante ed originale).
Il
minuetto, originatosi in Francia da una danza popolare della regione del Poitou, divenne danza di corte durante il periodo barocco. Fu introdotto alla corte di Luigi XIV da Jean-Baptiste Lully e in breve tempo fu accolto nei più svariati generi musicali, dal balletto, all'opera lirica, alla suite e nel corso del XVII secolo divenne anche danza di società e danza teatrale.
Il minuetto di corte veniva danzato solitamente da una sola coppia. Cominciava con una riverenza e proseguiva con una serie di figure composte da piccoli passi scivolati a destra, a sinistra, in avanti, in dietro e per un quarto di giro. La "figura" più frequente - eseguita con cinque od otto passi - all'inizio aveva la forma di un 8, in seguito cambiò in forma di lettera S e infine prese quella della lettera Z.
Durante i balli ci s’intratteneva anche con giochi di società (come, ad esempio, forme di
“indovina chi?” che prevedevano di indovinare il nome di un determinato personaggio celebre scritto su un bigliettino) o giochi di carte.
I giochi di carte più diffusi erano in genere giochi d’azzardo.
Si dividevano in giochi che prevedevano piccole puntate, con vere e proprie regole, a giochi di purissimo azzardo.
Nella prima categoria vi erano il
whist, il
commerce, il
tric-trac, la
bassetta e il
picchetto. Essi erano diretti parenti dei nostri attuali giochi di carte, simili a briscole, a rubamazzo o al poker.
Nella seconda categoria, ben più rischiosa, vi erano il
quinze, il
lou e, soprattutto, il
faraone.
Mentre negli altri si vinceva con una combinazione di punti in uno o due cambi di carte, il faraone prevedeva puntate assolutamente folli sul fatto che il croupier avrebbe estratto in una determinata quantità di pescaggi una certa combinazione di carte (ad esempio "asso-donna-jack"): era azzardo puro, la cui possibilità di perdita era uguagliata soltanto da quella della roulette.
Ed ora veniamo a parlare della più celebre sala da ballo londinese dell'epoca: il già citato "Almack's".
Almack’s – storia di una sala da ballo che fece epoca e che dettò i canoni di tutti i balli in società dalla sua fondazione in poiAlmack's, o, più precisamente,
Almack's Assembly Rooms, la famosa sala da ballo/club londinese, aveva preso il nome dal suo fondatore, William Almack, che l'aveva originariamente aperta in King's Street come luogo per riunioni d'affari nel 1765.
Da Almack's, con una tassa d'iscrizione di 10 ghinee, gli uomini e le donne della buona società potevano partecipare settimanalmente alle serate danzanti del mercoledì e potevano farlo per tutto il periodo della Stagione. Da Almack's si poteva cenare, giocare d'azzardo e ballare tutta la notte, ma niente alcool (erano permessi solo lo champagne, il porto e il chiaretto), cosa abbastanza inusuale per un'epoca in cui il consumo d'alcool era piuttosto forte. La cena veniva servita alle 24 e a quell'ora venivano anche chiuse tutte le porte d'ingresso a membri o invitati. La sala aveva anche un severo codice di abbigliamento: gli uomini dovevano indossare sempre pantaloni al ginocchio e cravatta bianca. Famoso l'episodio di quando al Duca di Wellington, il vincitore di Napoleone a Waterloo, fu negato l'ingresso perché indossava pantaloni lunghi.
La tassa d'iscrizione alle Assembly Rooms non era però il requisito essenziale per entrare. Per poter essere ammesso, ogni aspirante doveva prima di tutto passare il severissimo vaglio delle sette
'Patronesse di Almack's', tutte ladies appartenenti al
ton, il cui verdetto poteva con una sola parola creare o oscurare per sempre la reputazione di decine di ansiose debuttanti.
Riuscire ad entrare nella 'lista degli invitati' di Almack's costituiva quindi un vero e proprio lasciapassare per i circoli più esclusivi dell’alta società mentre, al contrario, esservi esclusi o banditi equivaleva a una sorta di 'caduta agli inferi' sociale.
Come si trovò a notare ironicamente il poeta irlandese Henry Luttrell (1766-1851) :
All on that magic List depends;
Fame, fortune, fashion, lovers, friends;
'Tis that which gratifies or vexes
All ranks, all ages, and both sexes.
If once to Almack's you belong,
Like monarchs you can do no wrong;
But banished thence on Wednesday night,
By Jove, you can do nothing right.Dipende tutto da quella magica lista;
Fama, fortuna,moda,amanti,amici;
E' quella che gratifica o fa disperare
tutte i ranghi, tutte le età ed entambi i sessi.
Se fai tanto di entrare da Almack's
come i sovrani non potrai mai essere in fallo;
Ma se ne sei bandito di mercoledì sera,
Per Giove, nulla di buono potrai fare .Almack's infatti era soprattutto famoso come luogo di 'iniziazione' delle giovani che si presentavano per la prima volta sulla scena sociale. Se a una debuttante era permesso di fare il proprio debutto (vedi sotto) a un ballo di Almack's, i suoi partners venivano attentamente scelti per lei fra i migliori partiti della buona società, da una delle ladies del comitato. Ai membri di Almack's era consentito di portare un ospite solo se quell'ospite passava il vaglio della Patronessa in carica, la quale, se l'ospite era di suo gradimento, concedeva il biglietto d'ingresso, detto "
Stranger's Ticket".La popolarità di Almack's cominciò a declinare verso il 1835 e le serate danzanti finirono del tutto nel 1863.
Interessanti informazioni sull'importanza rivestita da Almack's per la società del tempo ce le fornisce nelle sue memorie il Capitano R.H. Gronow (1794-1865) il quale, ricordando quando nel 1814 era d'istanza con il suo battaglione a Londra, scrive:
Oggigiorno si farebbe fatica a concepire l'iportanza che veniva [allora] attribuita all'ottenimento dell'ammissione da Almack's, il settimo cielo della società elegante. Dei trecento ufficiali delle Guardie di Fanteria , non più di mezza dozzina di essi ebbero l'onore di ricevere il biglietto d'ingresso a questo tempio esclusivo del beau monde, i cui cancelli venivano sorvegliati da aristocratiche Patronesse le quali con un sorriso o un aggrotto di sopracciglia consegnavano uomini e donne alla felicità o alla disperazione. Queste aristocratiche Patronesse erano Lady Castlereagh, Lady Jersey, Lady Cowper, e Lady Sefton, Mrs. Drummond Burrell, ora Lady Willoughby, the Principessa Esterhazy, la Countessa di Lieven.
La più popolare fra queste grandes dames era senza dubbio Lady Cowper, ora Lady Palmerston. Lady Jersey, al contrario, aveva il comportamento di una regina da tragedia teatrale e cercando di arrivare al sublime, spesso si rendeva ridicola con comportamenti estremamenti maleducati e con modi molto spesso poco raffinati. Lady Safton era gentile ed amabile, Madame de Lieven era altera e manteneva le distanze, la Pricipessa di Esterhazy era beneducata, Lady Castlereagh e Mrs. Burrell erano delle vere signore.Una particolare forma di ballo: il ballo di debutto in societàUn famoso proverbio inglese diceva:
"Nella vita di una donna, tre occasioni hanno importanza: debutto, matrimonio e parto. E raramente ella determina le circostanze di almeno una delle tre."Veniamo quindi a parlare di una particolare quanto importantissima forma di ballo: il ballo di debutto.
A quindici, sedici anni (anche se alcune famiglie del
ton si arrogavano il diritto di mettere in società le loro figlie anche prima) una ragazza era ormai pronta per il periodo che avrebbe segnato la sua vita e il suo futuro, attribuendole finalmente valore e posizione: il
debutto in società.Poiché, come già precedentemente detto, una donna aveva valore essenzialmente nell’ambito matrimoniale, quando debuttava in società era essenzialmente per mettersi sul “mercato matrimoniale” e attirarsi lo sguardo di un possibile marito; perciò, una volta matura per le nozze, la fanciulla veniva condotta a numerosi intrattenimenti, balli, prime teatrali, cene e feste in cui attirare un pretendente. Sempre, ovviamente, sotto la protezione e l’occhio vigile della “madrina”, che si preoccupava, prendendo la giovane sotto la propria ala, di evitare che lei si comportasse in modo sconveniente o cadesse preda di partiti indesiderabili.
Il fulcro, ovviamente, di queste celebrazioni era il primo ballo della debuttante (tradizione nata a metà del seicento), in cui ella faceva la sua prima comparsa in società. Il ballo di debutto era la prima occasione in cui le giovani avessero la possibilità di frequentare uomini che non fossero loro legati da vincoli di parentela o di amicizia infantile, ricevendoli in modo adulto e – più o meno – consapevole.
Le possibilità di attirarsi un pretendente si riducevano esponenzialmente di anno in anno (anche se, per alcune fanciulle – ereditiere o uniche figlie di importanti famiglie del
ton – queste possibilità si conservavano inalterate anche in età più avanzate) fino al ventitreesimo anno di età, in cui si cessava di essere una “debuttante” e si diventava una zitella.
La Rivoluzione Francese non riuscì a interrompere questa tradizione (il celebre e ormai decaduto Ballo delle Debuttanti all'Hotel de Crillon di Parigi ebbe una delle sue due mancate edizioni proprio nel 1789) che sopravvisse alla Rivoluzione stessa trovando il suo massimo apogeo durante il "Congresso di Vienna", passato alla Storia anche come "Congresso danzante".
In epoca successiva, sarà poi l'Imperatore d'Austria, il giovane Francesco Giuseppe a dare ulteriore impulso a questo tipo di manifestazioni, arrivando per primo ad organizzare serate danzanti nel Teatro dell'Opera di Vienna, tradizione questa che andrà nel tempo consolidandosi e che oggi è rappresentata dal celeberrimo "Opernball", il Ballo delle Debuttanti che ogni anno si svolge il giovedì grasso nell'Opera di Vienna.

"Homo sum: humano nihil a me alienum puto." Terenzio
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